L'incanto dell'oro bianco. Porcellane dal Museo Marton

Gennaio, 2011

Dal 12 dicembre al 27 marzo 2011  - Palazzo Querini Stampalia

Statuine, tazze e piattini, servizi da tè, caffè e cioccolata risalenti al Settecento e agli inizi dell’Ottocento tramandano il “profumo di un’epoca passata”, ricostruiscono il gusto del mondo che li ha ideati e prodotti, facendo assaporare la magia di un tempo ormai lontano.

Sono circa duecento i pezzi realizzati dalle maggiori manifatture europee di porcellane, appartenenti al Museo Marton di Samobor in Croazia e in mostra nelle sale del museo della Fondazione Querini Stampalia di Venezia dal 12 dicembre 2010 al 27 marzo 2011.

Veri capolavori di uso quotidiano che arricchiscono le collezioni di una casa patrizia veneziana del XVIII secolo. "L’incanto dell’oro bianco. Porcellane dal Museo Marton", organizzata dalla Fondazione Querini Stampalia e dal Museo Marton, vede esposta una selezione delle più preziose porcellane della collezione croata.

Fondato nel 2003 dall’imprenditore Veliko Marton, il Museo Marton conserva oltre mille opere: dipinti, arredi, argenti, orologi, vetri di Boemia e una ricchissima collezione di porcellane del Settecento e Ottocento: da Sèvres a San Pietroburgo, da Meissen a Parigi, a Vezzi, a Doccia, con una predilezione per Vienna. Dalla collezione di "porcellana viennese" si possono ammirare oggetti della manifattura austriaca dell’epoca di Du Paquier e del periodo di Maria Teresa.

Durante il regno della prima donna imperatrice del Sacro Romano Impero, la vita di corte raggiunse il suo apogeo, pervasa dallo spirito del tardo barocco, del rococò e dell’inizio dell’illuminismo. La duttilità e la squisitezza della porcellana erano perfette per esprimere la festosità caratteristica dello stile rococò: ne sono testimonianza le splendide statuine destinate al decoro degli interni e delle tavole settecentesche, conservate al Museo Marton ed esposte in Querini Stampalia, veri e propri capolavori in miniatura.

Dal nucleo di "porcellane Vincennes/Sèvres" sono stati scelti manufatti che coprono il periodo della produzione che va dagli esordi della manifattura di Vincennes alla fine del secolo XVIII. Straordinario esempio è la "Coppia di vasi olandesi" del 1761, tra i pochi vasi dall’ingegnoso disegno concepiti per contenere fiori o piante.
Unico il loro colore di fondo, il raro “petit vert”, utilizzato solo per pochi anni intorno al 1760 e diverso dal più famoso “bleu céleste”. Altra testimonianza della fabbrica reale è il "Piatto" del servizio donato da Luigi XVI all’Arciduca Ferdinando, Governatore della Lombardia, e alla moglie Maria Beatrice d’Este, in visita a Parigi nel 1786. Particolare attenzione è data alla porcellana della "Manifattura Imperiale di San Pietroburgo", oggi ancora poco conosciuta, ma di grande interesse anche per la sua rarità. Arricchiscono la mostra una trentina di pezzi russi, tra cui un magnifico "Rinfrescatoio per bicchieri" (1799-1802) appartenente al “servizio Württemberg” e realizzato per la Gran Duchessa Caterina Pavlovna.
Nelle cartelle ovali sono raffigurati la Fontana Bandusia di Tivoli e il Ponte Salaro. Un nutrito gruppo di porcellane rappresenta la produzione della regina delle manifatture europee: "Meissen". Per la prima volta sono esposte fuori dalla sede originaria alcune produzioni settecentesche della manifattura "Ginori di Doccia": figurine, putti e vasellame da tavola. Una delle creazioni più originali della fabbrica toscana è il decoro detto “a bassorilievo istoriato”, rappresentato in mostra da Tazza e piattino del 1760, di fattura ricca di dettagli.

I temi decorativi del «bassorilievo istoriato» sono in genere ispirati alle "Metamorfosi di Ovidio" e vengono ripresi da alcune placchette cinquecentesche appartenenti alla collezione estense di Vienna o da medaglie del Soldani Benzi. Oltre alla collezione Marton, i visitatori possono ammirare, per la prima volta a Venezia, preziosi oggetti di collezioni private note a livello mondiale; tra questi squisite galanterie di una raccolta privata di Londra, manufatti della Casa Eccellentissima Vezzi del collezionista triestino Giovanni Lokar e pezzi straordinari di Richard Cohen di New York.

L'esposizione è un invito a entrare in un mondo di oggetti di raffinata qualità, creazioni uniche, in cui l’armonia e la ricercatezza di forme e decori, oltre all’inesauribile capacità creativa, danno origine a prodotti di straordinaria eleganza e perfezione. Accompagna la mostra un ricco catalogo che si avvale dei contributi di studiosi italiani e stranieri: Andreina d’Agliano, Elisabetta Dal Carlo, Claudia Lehner-Jobst, Veliko Marton e Selma Schwartz. L’allestimento dell’esposizione è opera del giovane artista croato Sasa Sekoranja, che ha realizzato le vetrine dopo aver vissuto l’atmosfera settecentesca delle sale di Palazzo Querini Stampalia.

per informazioni: www.querinistampalia.it

Trova locali